Minime premesse.
Per chi ci leggeva già: Come vi abbiamo accennato, stiamo cominciando a sondare il territorio italiano e la musica che ne esce fuori. Se siete confusi su cosa significano le stelline, andate qui. Visto che per adesso questa rubrica è in fase sperimentale, abbiate pazienza se qualcosa non torna o se non percepite lo stesso livello di attenzione delle nostre recensioni normali. Andrà sempre un po’ meglio della volta precedente, ma da qualche parte bisogna partire.
Per tutti: eccovi un trio di dischi italiani usciti di recente che, per un motivo o per un altro, abbiamo trovato tra i più meritevoli nelle nostre ricerche. Buona lettura e buon ascolto!
Ehua – Panta Rei ⭐️

(3024 Records) | UK bass, Alternative R&B
Finora ci eravamo persi Ehua per un’introiezione inconscia del nemo propheta in patria: l’artista pisana di stanza a Londra è conosciuta e rispettata in Regno Unito nelle vesti di producer e DJ, con presenza ricorrente in festival grossi già da anni, a cui però fa da contraltare lo status di ascolto di nicchia in Italia. Pubblica ora il suo primo album dopo una lunga militanza di mix ed EP, e chissà che questo non possa cambiare un po’ le cose.
L’universo in cui si muove Ehua è quello della bass music inglese, a cui aggiunge per la prima volta in carriera il contributo della propria voce. Non c’è da temere una caduta nelle paludi melense di certo R&B sciacquato su blandi ritmi spezzati, perché il ricorso alla forma-canzone è minoritario e il focus rimane sempre sulle costruzioni elettroniche. L’atmosfera ricorda in versione minimale i 4hero di Play With the Changes, con un suono ricercato e morbido che incorpora volentieri strumentazione analogica, ma che di frequente (e felicemente) si addensa verso le pulsazioni technoidi di casa Livity Sound. Panta Rei è un lavoro variegato, attraversato dall’eredità delle molte correnti della UK garage ma con un afflato contemporaneo; se Ehua amplifica l’impatto delle parti vocali (ancora troppo intercambiabili tra loro) e continua ad affinare il proprio sound design, chissà dove può arrivare. [Roberto]
Ehua non ha in programma live in Italia, ma potete tenere d’occhio il suo sito per i concerti internazionali e tutti gli aggiornamenti del caso.
Cortex of Light – Illuminotecnica ⭐️⭐️

(3XL Records) | IDM, Ambient techno
Cortex of Light è lo pseudonimo sotto cui si sono riuniti tre producer milanesi dalle traiettorie diverse e convergenti: Davide Belingheri aka Aitch, che ha animato molte notti del fu Macao ed è fresco dell’esordio discografico su singolo; xàr num / primordial OOze, criptico fomentatore della scena underground e co-fondatore dell’etichetta discografica Communion; infine il veterano Luca Mucci, che a nome Piezo ha già costruito una interessante e prolifica carriera, con pubblicazioni su Dekmantel, Wisdom Teeth e sulla propria label Ansia. Le precedenti testimonianze del trio consistevano in live e registrazioni freeform, mentre Illuminotecnica è il primo lavoro ad essere strutturato come un classico album. La musica dei Cortex of Light pianta le radici nell’ampio solco dell’IDM e dell’ambient techno dei circuitali anni Novanta, ma si svicola dalla fitta schiera di iterazioni nostalgiche impiantando su quella matrice una fitta rete di tecniche derivate dagli sviluppi più moderni di UK bass ed elettronica post-industriale.
Illuminotecnica è quindi animato da questa tensione tra l’immediata riconoscibilità delle influenze e la creatività delle loro declinazioni verso esiti non scontati, tensione foraggiata anche da una palette sonora abbastanza varia da vestire ognuna delle idee esplorate con una versione calzante del proprio sound design. I pezzi si susseguono su un flusso sostenuto e, a parte un paio di episodi meno ispirati, l’album scorre che è un piacere. Aiuta molto il fatto che i tre sembrano trovare una quadra personale ed efficace in diversi modus operandi compositivi: dalla perfetta gestione di un climax nell’iniziale Exit Strategy all’uso estatico della ripetizione nella conclusiva Verde è Osiride, passando per la provocazione continua di Quantum Horses (Looking at the Stars) dove un ritmo viene scomposto e riformato in tanti mosaici estemporanei che non formano mai la figura attesa. Per questo insieme di caratteristiche, il progetto Cortex of Light potrebbe evolversi in molte direzioni e rimaniamo con la curiosità di ascoltare eventuali sviluppi futuri. Nel frattempo, Illuminotecnica offre abbastanza stimoli per colmare il qui e ora. [Roberto]
I Cortex of Light non hanno un proprio profilo social per gli aggiornamenti sui concerti, ma se passate dalle parti di Milano controllate se c’è un loro live in programma.
Santiago Digital – Reverse Ego ⭐️

Epidemic Records | Funk, elettronica
Se vi va di dare alle vostre orecchie l’equivalente sonoro dei jalapeño popper confezionati, musica di facile ascolto, sudata, ritmata e tutto sommato pulita, allora Reverse Ego, il debutto di Dimitri Rusich aka Santiago Digital, potrebbe essere quello che vi serve. La ricetta è abbastanza diretta: mixup di tanti anni di ascolto e manipolazione della musica, con uno spaccato focalizzato su old school hip hop e funk settantiano e qualche sviluppo in altri generi tipicamente caldi e ballabili come salsa e flamencucho. Il concetto di reverse ego venduto nel presskit prova proprio a dare dignità a questo approccio puramente antologico: l’unica ombra di Rusich è la scelta dei generi musicali su cui incidere.
E quello che butta giù è un disco onesto e verace, spesso piuttosto ingenuo, ma che si fa ascoltare nella sua interezza. Il McGuffin più lampante è l’ossessione per le linee di basso, grosse e groovy (CINNAMON, Red Balloon), un precipitato che ricorda un po’ il neo-soul di D’Angelo o dei King Garbage. Allo stesso tempo, lo stile per lo più strumentale e sparso che attraversa tutto l’album, a volte piuttosto plunder, fa a paio con qualche recente riflessione un po’ meno artigiana e un po’ più bohémien (vedi Psychic di Polyhedren). Una buona literature review per un producer che ha sicuramente ancora molto da raccontare – dategli una chance. [Alessandro]
Santiago Digital non ha live in programma, ma potete seguirlo sul suo profilo instagram per tutti gli aggiornamenti del caso.

