ARMAND HAMMER – BLK LBL

n/a

2024

Abstract Hip Hop, Industrial Hip Hop

All’inizio di un nuovo anno non possiamo immaginare i cambiamenti che ci riserverà la vita, tra rovesci e sorprese; potremmo dover programmare un trasloco, cambiare lavoro, trovarci in nuove relazioni. In mezzo alle ineffabili incertezze del futuro, sappiamo però di avere un solido appiglio: anche quest’anno avremo un nuovo album a nome Armand Hammer da ascoltare. 

Dal 2017 ad oggi, il duo composto da Elucid e billy woods non ha mai infranto il rito di rilasciare album a cadenza annuale, se non nel 2019 (in cui però woods ne ha pubblicati due). In autunno tessevamo le lodi di We Buy Diabetic Test Strips, che possiamo considerare agevolmente tra i migliori lavori hip hop del 2023; non è ancora fiorita la primavera ed eccoci qui a godere di nuovo materiale firmato da loro. Non si tratta di un album ufficiale ma di un’uscita realizzata fuori dalla distribuzione delle label discografiche, stampata in vinile in tiratura limitata e resa disponibile quasi esclusivamente ai concerti degli Armand Hammer in giro per gli States. BLK LBL replica nello spirito quanto fatto due anni fa con WHT LBL, ovvero dare una seconda casa all’ispirata prolificità dei due: intessendo numerose collaborazioni e non uscendo sostanzialmente mai dalla fase di scrittura di nuovi pezzi, è ragionevole che nel tempo abbiano sviluppato un arsenale di registrazioni che non hanno trovato sbocco negli album ufficiali e a cui quindi vengono dedicate uscite più sotterranee e rivolte ai fan dopo un’ulteriore lavorazione in studio. Su WHT LBL si avvertiva però un certo distacco qualitativo, frutto di una produzione più vicina del solito a un sampling in zona jazz-rap/boom bap e asciugata della ricerca sonora presente nei momenti migliori degli Armand Hammer, con il risultato di brani dai pochi fronzoli che procedono dritti come fusi senza particolari sorprese. BLK LBL è ben altra musica, sia per approccio che per inventiva.

La raccolta ci mostra ulteriori sfaccettature del particolare tipo di hip hop astratto dal sapore industriale in cui si è specializzato il duo, insieme ai fidati producer al loro fianco: una musica che non si poggia su aggressioni di beat metallici e scariche di rumore, ma costruisce atmosfere pregne di suoni manipolati lasciati sospesi a sorreggere il flow erratico dei rapper, restituendo l’inquietudine che si insinua negli spazi vuoti di uno stile così minimale. Come in We Buy Diabetic Test Strips, anche qui queste direttive vengono coniugate con una spiccata variabilità stilistica, capace di mutare persino all’interno dello stesso pezzo. Nonostante le tracce siano brevi, lo scenario tratteggiato dalle basi non rimane statico e sfrutta spesso il passaggio di testimone tra Elucid e woods per concedersi intorbidimenti o cambi di passo inediti, oppure si addensa di dettagli seguendo i saliscendi del flow. Inoltre su BLK LBL sviene estremizzata una caratteristica del linguaggio degli Armand Hammer, ovvero l’estrema malleabilità delle parti vocali (sia degli MC che dei sample), che si ritrovano continuamente impaludate in riverberi, dilatazioni, sfasamenti; questa processione di sottili ma continui sfilacciamenti della delivery contribuisce a creare una sorta di doppio spettrale delle parole, che si riverbera nella cornice cangiante delle basi. Ciliegina sulla torta sono i testi evocativi e surreali dei due, con libere associazioni esplorate quel tanto che basta per creare febbrili sequenze di immagini. E non fa difetto l’ironia: esempio arguto è l’iniziale Colony, dove una casa in affitto invasa dai ratti viene sviscerata come se fosse un thriller dalle tinte fosche, sopra a un loop ieratico di organo e voci vaporose. 

Da qui si apre una successione di tracce con in cui sono vietati i tempi morti. Alzano il tono i due pezzi prodotti da DJ Haram, Girl Dinner e Which Way Is Up, che trasportano le voci in mezzo a schermaglie di feedback: il primo si presenta con un particolarissimo incastro di beat elastico e synth tagliente che potrebbe trovare il proprio habitat naturale nella tech-house glitchata dell’Actress di Splazsh, il secondo con percussioni risonanti di epoca Paraffin che vengono popolate dal rap degli MC come una casa abbandonata accoglie gli spiriti. Sulla stessa linea si pone JPEGMAFIA nella realizzazione di Gripewater, segno che la lezione dei Dälek è stata appresa, metabolizzata e riprodotta nella sua versione più scarna e avvolgente. La tensione emotiva di Elucid e la riflessività visionaria di woods si dimostrano ancora una volta sinergiche e capaci di adattarsi a diversi scenari: sia che riempiano gli ampi spazi di una musica ridotta a poche pennellate sognanti come in Tar Baby, sia che si trovino a pattinare sulle superfici gonfiate da Samiyam nelle distorsioni della electro-trap di Instant Transfer, i due sembrano sempre a loro agio e in grado di rafforzare a vicenda i propri diversi accenti stilistici. A metà disco vengono poi piazzate Ox Blood e Zaire, i due brani da ascoltare se proprio avete solo cinque minuti di tempo. Dal cilindro degli Armand Hammer può uscire un pezzo scurissimo dall’incedere drogato con l’allucinazione di un violino a trascinare le strofe, così come un brano con il ritmo in levare di un dub micronizzato che viene man mano sopraffatto da frequenze disordinate: e risultare entrambi dei banger.

Nella parte finale il disco si spegne un po’, con brani più lineari e meno pieghe dove cercare l’imprevisto; poco male, perché per la maggior parte del tempo BLK LBL si dimostra un lavoro curato e senza complessi di inferiorità rispetto alle uscite ufficiali. Arrivati a questo punto, è il caso di riconoscere una sorta di eccellenza nella costanza con cui possiamo attenderci musica così solida da Elucid e billy woods: se abbiamo bisogno di hip hop stimolante, o anche più semplicemente di qualche certezza, possiamo sempre rivolgerci a loro.

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Roberto Perissinotto
Roberto Perissinotto