CIAO E GRAZIE, CLEAN FEED

Per molte persone, nonostante lo sfilacciamento delle stagioni per come le conoscevamo, l’estate continua a essere percepita come un periodo di sospensione. Le città si spopolano, le saracinesche si abbassano, l’afa diffusa induce anche gli spiriti frenetici a più miti consigli, la natura stessa sembra immersa in uno stato di pigra contemplazione. C’è del piacere nell’idea di poter mettere in pausa per un po’ il flusso degli eventi. Anche per lǝ appassionatǝ di musica l’estate offre solitamente una certa sobrietà dopo la sbornia di nuove uscite della primavera. Eppure in quei mesi il mondo non si ferma, la realtà continua a essere densa di eventi e quindi, fatalmente, anche di brutte notizie. Così, come un fulmine a ciel sereno, a margine delle presentazioni per la propria ultima pubblicazione Clean Feed ha annunciato la chiusura dopo 25 anni di attività. Nata come una piccola etichetta jazz a Lisbona, fondata da Pedro Costa, negli anni ha saputo allargare il proprio orizzonte a molte interpretazioni moderne del genere, diventando di fatto il punto di riferimento discografico europeo per il jazz d’avanguardia. Chi segue da vicino le vicende delle label indipendenti sa quanto è difficile coniugare la passione con la sostenibilità; Clean Feed merita un plauso per essere riuscita a farlo nel corso di un quarto di secolo, trovando una splendida coerenza nella propria curiosità e regalandoci tanti ascolti notevoli lungo il percorso.
Per questo abbiamo deciso di celebrarla con una selezione di brani dal suo catalogo; impossibile coprirlo tutto, visto che conta quasi 800 pubblicazioni complessive, ma abbiamo cercato di condensare qui i dischi che rappresentano per noi l’eredità più preziosa della sua attività. Prendetela come un punto di partenza per esplorare anche il resto, o semplicemente come un tesoretto di musica stimolante da passare in rassegna mentre la stagione delle comuni malinconie spegne quella dei grandi incendi. Sia come sia, buon ascolto e grazie Clean Feed.