Minime premesse.
Per chi ci leggeva già: Come vi abbiamo accennato, stiamo cominciando a sondare il territorio italiano e la musica che ne esce fuori. Se siete confusi su cosa significano le stelline, andate qui. Visto che per adesso questa rubrica è in fase sperimentale, abbiate pazienza se qualcosa non torna o se non percepite lo stesso livello di attenzione delle nostre recensioni normali. Andrà sempre un po’ meglio della volta precedente, ma da qualche parte bisogna partire.
Per tutti: eccovi un trio di dischi italiani usciti di recente che, per un motivo o per un altro, abbiamo trovato tra i più meritevoli nelle nostre ricerche.
Quinto appuntamento con la nostra esplorazione del substrato musicale italiano. Le cose vanno bene: generi diversi, approcci che vanno dal viscerale al ricercato, suoni per coccolare o picchiare le orecchie.
Owls Over Oaks – O.O.O.⭐️⭐️

(Argonauta) | Drone Metal
Ho sempre apprezzato particolarmente la musica pesante suonata senza l’ingombrante utilizzo della chitarra, costruita soltanto sulle dinamiche gravissime e sulla bizzarra palette timbrica che basso, batteria e (occasionalmente) tastiere possono ricamare. Gli Owls Over Oaks si inseriscono nel solco di questa tradizione guitar-less, suonando una forma particolarmente asfissiante di ultra doom avvalendosi soltanto di due bassi, una batteria, e di uno dei growl più cavernosi e torturati della storia del genere.
Pur essendo sostanzialmente riconducibili alla scena drone/doom, gli Owls Over Oaks rifuggono però il minimalismo estremo dei primissimi Earth o dei Sunn O))). Alla base, il loro sound appare piuttosto una brutale scarnificazione dello sludge di scuola Burning Witch, Indian e Lord Mantis, e per questo la musica di O.O.O. mantiene sempre una pronuncia ritmica più propriamente metal. Ma gli Owls Over Oaks sono anche bravi nell’interpretare il genere con dinamismo, muovendosi con successo tra le brulle autoflagellazioni dei Khanate, il surreale funeral doom dei migliori Esoteric, sinistri squarci quasi black metal, e arrivando perfino al ritualismo occulto della psichedelia italiana su Oaks. Quando poi il gruppo sfrutta i bassi a mo’ di chitarra solista, il pensiero non può non correre addirittura alla Hermaphrodite dei Today Is the Day.
Una ventata d’aria fresca in un genere che ultimamente non se la sta passando benissimo — nemmeno contando il recente ritorno a sorpresa dei Sunn O))).
Gli Owls Over Oaks suoneranno il 12 Giugno al Parco della Gioventù a Cuneo, e a fine luglio al Gothoom Festival in Slovacchia.
Xangorchestra – Quando le tigri fumavano⭐️⭐️⭐️

(Aut Records) | Experimental Big Band
Il progetto Xangorchestra nasce a Bologna dal desiderio di luoghi e occasioni per affrancarsi creativamente, al di fuori di un ambiente accademico percepito come rigido e sterile. Attraverso sessioni improntate all’esplorazione di territori a metà tra la musica condotta e la libera improvvisazione, questo collettivo ha progressivamente dato forma a un jazz che sposa la morbidezza orchestrale del third stream di Charles Mingus all’estro di Henry Threadgill o, per restare più vicini a noi, dell’Italian Instabile Orchestra.
In Quando le tigri fumavano, che comprende il risultato di una tale ricerca, la natura di questa terra di mezzo rimane vivida e lucidissima grazie all’efficace simbiosi creatasi tra composizioni orchestrali e sviluppi più aleatori di idee ritmiche e melodiche. Le prime poggiano solidamente su tecniche ed elementi strutturali storici del jazz da big band, utilizzando raffinate stratificazioni di fiati dal sapore quasi noir o accompagnamenti walking bass per acquerellare scenari subito pronti a evolvere o a decomporsi; dai semi tematici attentamente piantati germinano dunque improvvisazioni basate su un interplay più affilato, quasi indagatore, a sviluppare dialoghi tra strumenti che giocano continuamente con silenzi e materici rumori di diteggiatura, rendendoli parte integrante del discorso musicale. La particolare composizione della Xangorchestra conferisce poi ulteriore freschezza al disco: le chitarre lo portano talvolta al confine col jazz rock, con articolati arpeggi e frasi di breve durata che complementano efficacemente il lavoro di fiati e contrabbasso. Una delle novità più intriganti del panorama jazz italiano.
Potete vedere la Xangorchestra live nei prossimi mesi:
26 Maggio – Circolo Arci “Il Casalone” (Bologna)
25 Giugno – Rassegna estiva in Via del Pallone (Bologna)
25 Settembre – Abuzz rassegna sonora, Villa Berselli a Campogalliano (MO)
Giacomo Zanus – wandering away is safer than getting lost on your own ⭐️

(Okum) | Post-Rock
Il curriculum di Giacomo Zanus dipinge fin qui un quadretto niente male a cavallo tra improvvisazione jazz ed elettroacustica, coltivato a volte da solista, altre a capo del suo quartetto Kora, altre ancora come parte del trio AWEN, con Natalia Rogantini e Stefano Battaglia. La musica del chitarrista veneto si presenta spesso avvolta da una patina di serena malinconia, flirtando non poco con ariose tinte post-rock appena ne ha occasione. Gli otto acquerelli intimisti di wandering away is safer than getting lost on your own sono un tassello ulteriore posato in questa direzione: Zanus evita dissonanze e contrasti per lasciarsi piuttosto andare ad atmosfere dilatate e placide, lambendo i territori morriconiani già esplorati da Tortoise e Cul de Sac, ma rifiutando la cerebralità dei primi e l’intensità dei secondi.
Fermentano così sonorità sospese e sapientemente arrangiate, psichedelia per pomeriggi primaverili, comunque pregna di un generale buon gusto che rifugge dalle derive più sciape dell’ambient per chitarra. Due gli episodi che ci hanno particolarmente catturato: l’ottimo lavoro texturale di half asleep in the water, brano ricco di piccoli eventi sonori a massaggiarci le tempie in stereofonia, e l’ipnagogia di half awake, una mano stretta sul basso a incalzare, l’altra a percuotere lievissimamente uno zither rarefatto. Seppur potrebbe osare di più, vediamo in wandering away… una piacevole tappa verso lidi ignoti e ancora da mappare; Giacomo Zanus ha sicuramente in saccoccia le qualità per sondarli al meglio, ma in questa oasi non si sta certo male.
Giacomo Zanus ha in programma alcune date in Italia per esibizioni dal vivo e listening party del disco, che vi segnaliamo:
25 Aprile – Okum Studio (Torino)
7 Maggio – Ex Casa del Custode (Bologna)
9 Maggio – AWAI (Venezia)
10 Maggio – Pablo Listening Bar (Palermo)
