TAKEO.K – HOME IS EVERYWHERE AND NOWHERE AT ONCE

Theory Therapy

2026

Ambient Pop

7.5

A provocarci particolare frustrazione sono, di questi tempi, gli artisti iper-prolifici specializzati nel pubblicare ore ed ore di musica ogni anno, solitamente sparse su alias dai nomi improbabili. È una naturale conseguenza di una produzione musicale mai così accessibile, ma che ci lascia perplessi su più aspetti — questi lavori vengono effettivamente curati al meglio? Come potrebbero sedimentare alcune idee dando loro più tempo? C’è davvero bisogno di sfornare album come conigli quando ogni giorno viene prodotta più musica che nell’intero anno del signore 1989, nel pieno dell’avanzata dell’IA generativa? Accogliamo per questo con piacere i nomi che, nel loro piccolo, mandano avanti la baracca senza strafare. Takeo.K è uno di questi disgraziati, e di lui posso giusto dirvi che è un giapponese residente a Melbourne. Finita questa lunga biografia, possiamo dedicarci alla sua musica.

Il sound di Takeo.K pesca a piene mani da un paiolo dove galleggiano profondi echi dub, texture shoegaze sospese nell’etere, chitarrine pallide e beat sparpagliati d’ispirazione downtempo/IDM, a completare una pozione riverberata dal sapore molto anni ‘90. È un atteggiamento lontano dalla collisione forzata di elementi sonori, tanto maledettamente in voga ultimamente: con un piede fermo sulle spalle dei giganti a cui si rifà, il nostro sa dove andare a parare e ci arriva con grazia, costruendo nel frattempo qualcosa di personale. Al momento, la produzione del giapponese si limita a qualche traccia diffusa su varie compilation, ad un paio di EP (di cui uno niente male) e, dal 30 gennaio scorso, al suo disco di debutto. Home is Everywhere and Nowhere at Once riassume in poco meno di mezz’ora una versione particolarmente letargica del suo sound, meno dipendente dai beat rispetto ai lavori precedenti e più incalzante sul lato atmosferico. Scritta così, la cosa ricorda il tallone d’Achille di tanti album poco strutturati e tendenzialmente effimeri, ma per fortuna la cura e l’attenzione che si respirano qua dentro restituiscono un disco con un buon andamento, apprezzabile personalità e momenti di particolare rilievo.

Parlo di “momenti” perché è percepibile quanto alcune tracce siano più ispirate di altre. In Call me (when yr heart is empty), le suggestioni proto-shoegaze degli A.R. Kane scalpitano sotto una coperta di timbriche vellutate, mentre la voce di Takeo.K emerge qua e là, fusa con la matrice di fondo, infiocchettando un ottimo singolo di lancio. Similmente apprezzabili, anche se meno d’impatto, sono l’illbient liquida di Same Grey e la bella Silence, scarnificazione di un beat drum and bass reminiscente di alcuni nomi esotici a cavallo dei noughties (Monaural, Transient Stellar). La title track poi, spaziosa, fredda e intarsiata di field recording, riassume l’intero disco offrendo simultaneamente nuove, diradate direzioni alla musica del giapponese, che non ci dispiacerebbe contemplare in futuro.

La gradevolezza di queste chicche fa scivolare in secondo piano l’occasionale ingombro delle ispirazioni di riferimento, ritrovato ad esempio quando cantato, batteria e chitarra convergono in I’ll Go Everywhere per delineare una copia carbone del sound di ///Codename: Dustsucker dei Bark Psychosis. Ad essere ancora più critici, avrebbe anche aiutato lasciare più tempo allo sviluppo di brani come Same Grey, Land of My Dreams e specialmente Silence, che pur sfiorando i cinque minuti sembra finire troppo presto. Nella specifica dicotomia tra carica atmosferica e potenziale ripetitività, la paura dell’indugio non è comunque ingiustificata, e se è vero che questo sound scintillante, denso e riverberato si presterebbe forse meglio a meno tracce, magari più lunghe, è anche vero che i ventotto minuti attuali sembrano tutto sommato un’ottima durata per questo lavoro.

Nel complesso, nonostante alcune pecche, Home is Everywhere and Nowhere at Once è un disco molto gradevole che ha saputo ritagliarsi il suo spazio nel caos delle uscite di gennaio. Se i riferimenti musicali di Takeo.K risuonano con voi, qua dentro troverete buon cibo di cui saziarvi. A noi rimane anche una buona dose di curiosità per ciò che questo artista potrebbe portare di nuovo sul piatto nei prossimi tempi; ciò che sentiamo è sicuramente promettente.

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Lorenzo Dell'Anna
Lorenzo Dell'Anna