2026 – RECAP #4
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I combustibili fossili sono, in modo abbastanza letterale, dei barili: possono essere contati, messi da parte, accumulati. L’energia rinnovabile se adeguatamente sviluppata diventa invece una fonte più orizzontale, “democratica”, disponibile come flusso. È questo è un problema per il capitale, perché una volta installate le infrastrutture, la produzione avviene in larga parte in modo passivo e offre poco spazio a un aumento della redditività. Anche le rinnovabili più efficienti ed economiche che potremo costruire non garantirebbero profitti paragonabili a quelli dei combustibili fossili. Non permetterebbero vantaggi competitivi né profitti elevati nelle fasi di forte volatilità dei prezzi. L’estrazione di petrolio e gas invece è un’economia che risponde a equazioni note, che produce merci tangibili, facili da immagazzinare, trasportare, vendere e manipolare. Anche per questo la decarbonizzazione non avrebbe potuto essere realizzata dalla mano invisibile del mercato, scrivono [Andreas Malm e Wim Carton, ndr]. La transizione totale avrebbe richiesto, oltre a nuovi investimenti tecnologici, un forte intervento politico, su tutti i livelli: proteste, boicottaggi, e di lì coercizioni, sanzioni, divieti, nuove pianificazioni, la fine dei sussidi ai combustibili fossili.
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Il riscaldamento globale non è più “una sfida da vincere”, ma una catastrofe già in corso; le istituzioni politiche ed economiche non sono in grado di rispondere alla velocità e alla scala necessarie; la politica mondiale è ormai scollegata dalla realtà fisica del pianeta; Trump e la sua corte di tecno-oligarchi sono il prodotto naturale del capitalismo sfrenato, e non un’anomalia; dei famosi 9 limiti planetari individuati da Johan Rockström ne abbiamo già superati 8; non riusciremo a fermare l’aumento delle emissioni; siamo diretti verso una temperatura media di +3°C (rispetto a quella dell’età pre-industriale) o forse maggiore; politica, economia e diritto sono sistemi costruiti intorno a impulsi umani, che ignorano gli equilibri alla base della vita (aria, acqua, suolo, biodiversità) […]. Dobbiamo prepararci a vivere in un mondo molto più difficile.[fonte]